Sviluppo corporeo nella prima infanzia

Un anno, siamo nella fase della stazione eretta, il raggiungimento di un obiettivo. Possiamo infatti vedere come fin dalla nascita il neonato si sforzi di sollevare la testa, poi di rotolare, di stare seduto, di sollevarsi in piedi ed infine di camminare.

È un traguardo che raggiunge solo grazie al suo sforzo personale, quella di cui si serve è la forza di volontà che l’uomo utilizza ogni volta che deve affrontare degli ostacoli.

Rudolf Steiner sostiene che il bambino, a differenza dell’animale, non si mantiene in equilibrio in modo esteriore sulle quattro zampe ma si mantiene in equilibrio dall’interno, ha il centro in se stesso. Questo significa che bisogna distinguere l’io che agisce su se stesso dall’interno, che è presente fin dalla nascita, dalla coscienza dell’io che si sviluppa solo durante il terzo anno di età quando si raggiunge una certa maturazione della corteccia prefrontale.
E questo è importante perchè durante la prima infanzia l’io agisce nella formazione del corpo in modo concreto, servendosi, appunto della forza di volontà.

Nella foto a lato si può notare, a sinistra, un bambino di nove mesi che sostiene liberamente la testa da seduto. È ben visibile la lordosi cervicale, che si sviluppa solo ora con lo sforzo di sostenere la testa liberamente. Essa si presenterà in una configurazione stabile solo verso i cinque anni.

A destra invece un bambino di un anno e mezzo che sta in piedi. Ora si sviluppa anche la lordosi lombare. In questa fase avviene una modifica strutturale: le gambe cambiano la loro posizione e, attraverso una rotazione nella zona dell’anca, si spostano sotto il tronco.

E così con la stazione eretta inizia il rimodellamento del corpo anche attraverso il bacino, le gambe e i piedi e raggiunge il suo compimento intorno ai sette anni.
Nei neonati, per esempio, le gambe sono corte e arcuate verso l’esterno (ginocchio varo).

La nuova “configurazione” riguarda particolarmente i piedi che, soprattutto quando il bambino va sulle punte dei piedi, danno origine alla volta plantare.


Fonte:

  • “Sviluppo dei sensi e attitudine sociale del bambino”, Aedel Edizioni Torino, 2002

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