Disordini da carenza nutrizionale di iodio: ADHD

“Disordini da carenza nutrizionale di iodio: la sindrome da difetto dell’attenzione ed iperattività. Prevenzione, diagnosi e trattamento. ADHD (Attention-Deficit Hyperactivity Disorder)”.

Questo è il titolo completo del convegno che si è tenuto sabato 13 giugno organizzato dall’Istituto Scientifico e Diagnostico di Medicina Generale “DELTA” di Messina.

Il Disturbo da deficit d’attenzione ed iperattività (ADHD) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in taluni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini (vedi articolo completo ADHD.

Sembra che le ricerche svolte dall’equipe del professor F. Vermiglio abbiano dimostrato che, in alcuni casi, l’ADHD nel bambino, può essere la conseguenza di un ridotto apporto alimentare di iodio nelle madri durante la gravidanza.

Il prof. Vermiglio spiega che:

La tiroide ha bisogno di iodio per produrre i suoi ormoni che sono essenziali per il normale funzionamento dell’organismo. Quando l’apporto iodico alimentare è ridotto la tiroide produce meno tiroxina, e questa condizione è nota come “ipotiroxinemia”. Il normale sviluppo del sistema nervoso centrale del feto dipende dall’apporto tiroideo materno in gravidanza. Una ipotiroxinemia della gestante comporta una riduzione del trasferimento di tiroxina dalla madre al feto, e il verificarsi di questo evento, durante la prima metà della gravidanza, può aumentare il rischio di ADHD nei bambini. Il fatto che l’ADHD comprometta tra l’altro gravemente l’intelligenza di questi bambini (il loro quoziente intellettivo è di 22 punti inferiore rispetto a quello di norma), suggerisce quanto sia grave l’impatto di questa patologia sulla popolazione.

Sarebbe quindi utile un programma di screening e monitoraggio della funzione tiroidea in gravidanza.

Le disfunzioni della tiroide in gravidanza sono abbastanza comuni. Le complicanze, quando non trattate possono essere, per la madre:

  • Ipertensione

  • Preeclampsia
  • Distacco di placenta
  • Aborto spontaneo
  • Parto prematuro
  • Scompenso cardiaco
  • Anemia

e per il feto:

  • Basso peso alla nascita

  • Prematurità
  • Morte endouterina
  • Morte neonatale
  • Malformazioni congenite
  • Ipertiroidismo fetale
  • Ipertiroidismo neonatale

Capite bene quindi quanto sia importante richiedere indagini specifiche ed esami di laboratorio (TSH, FT3,FT4, TRab) per identificare la causa ed
impostare adeguata terapia, appena si sospetta una disfunzione.

Purtroppo non è così facile diagnosticare l’ipotiroidismo in gravidanza poichè i sintomi sono piuttosto comuni, come astenia, difficoltà di concentazione, intolleranza al freddo, perdita di capelli. Ma se non viene trattato precocemente, la madre può incorrere, oltre a problemi come anemia, pre-eclampsia, emorragia post-partum, distacco placenta, anche appunto a ipotiroxinemia fetale ovvero un alterato sviluppo del sistema nervoso fetale e ritardato sviluppo psicomotorio e mentale nel neonato. La precoce correzione dell’ipotiroxinemia materna previene quindi i danni neurologici nel feto e nel neonato e consente il raggiungimento di un quoziente intellettivo normale nel bambino.

Lo iodio è un minerale che abbonda per lo più nelle zone di mare, ma anche nel pesce e in tutti i prodotti marini. Infatti per le popolazioni che vivono in zone isolate e lontane dal mare, spesso si fa ricorso a integratori a base di iodio o al quotidiano uso di sale iodato, ormai reperibile in molti negozi di alimentari anche in Italia.

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